LA LETTERATURA NEL ROMANTICISMO

Il Romanticismo è un movimento assai vasto e complesso, spesso contraddittorio, di cui potremmo dire la grande protagonista è la soggettività, intesa come rifiuto della mediocrità e dell’opacità del presente, come ansia verso l’infinito , sia come volontà di trasformazione della realtà (pessimismo e ottimismo). Il poeta rifiuta la razionalità illuministica in un tentativo di ricomposizione totale dell’uomo e della sua storia, attuato soprattutto il recupero e la rivalutazione del sentimento, sia individuale sia collettivo. Tendenze antirazionalistiche erano per altro presenti in vari movimenti diffusi in Europa alla fine del ‘700, unificati sotto la dizione di preromanticismo e accumunati dal gusto per il primitivo (come per la poesia ossianica, per il soggettivismo dell’ispirazione e dalla predilizione per stati d’animo e ambienti melanconici, sepolcrali e notturni. Tra essi particolare vigore storica ebbe lo Sturm und drug (Tempesta e Assalto)un movimento nato all’interno stesso dell’Illuminismo tedesco, di cui faceva parte anche Goethe, che identificava la poesia con l’entusiasmo, la libertà creativa, e sosteneva la superiorità dell’arte rispetto a qualsiasi costrizione: religione, morale, regole teoriche. Si formò all’interno di esso il tipo dell‘eroe appassionato e ribelle. E in Germania ebbe la sua nascita ufficiale e la sua definizione il Romanticismo, interno alla rivista dei fratelli Schlegel <<Athenaeum>>(1798-1800), in cui per la prima volta il termine romantik indicò la nuova poesia, in contrapposizione a quella classica. I fratelli Schlegel distinsero infatti:

  1. Una poesia ingenua, fantastica, tipica, degli antichi (armonia, serenità, equilibrio), distrutta dal cristianesimo (senso del peccato)
  2. Una poesia sentimentale, riflessiva, tipica dei moderni (dramma, inquietudine, nostalgia, tendenza verso il sogno, l’infinito, il mistero).

Il teorico della nuova concezione romantica dell’arte fu il filosofo idealista tedesco Schelling che sostenne che la poesia può e deve cogliere il significato ultimo, essenziale delle cose, e non limitarsi alla loro apparenza esteriore: non si tratta di dar vita ai tratti del “bello ideale”, come volevano i neoclassici, ma solo all'”ideale”, cioè solo a quel frammento di assoluto, di infinito, che c’è in ogni realtà.

In Inghilterra l’atto ufficiale della nascita della nascita del Romanticismo è segnato dalla pubblicazione delle Ballate liriche, di Wordsworth e Coleridge, comparse in una prima edizione del 1798 e in una seconda del 1800, preceduta da un’introduzione programmatica che potrebbe essere sintetizzata nella seguente affermazione: <<la poesia è lo spontaneo traboccare di forti emozioni>>.

Per quanto riguarda l’Europa latina in cui la tradizione classica (e neoclassica) era più radicata il movimento romantico si affermò più tardi, a partire dalla pubblicazione del libro di Madame de Staèl De L’Alemagne (La Germania) nel 1813. La stessa Madame de Staèl, divulgatrice intelligente e battagliera del nuovo credo romantico, diede vita in Italia alla polemica tra classici e romantici da cui prese avvio il Romanticismo italiano.

Complessivamente, nonostante le diversità da paese a paese, per i romantici la poesia è espressione spontanea della personalità dell’artista, attraverso il sentimento; il ritorno alla natura; affermazione della libera fantasia contro le regole della poetica classicista e neoclassica. Furono quindi ripudiati i canoni della retorica e i principi di unità nei comportamenti drammatici; fu drasticamente eliminata dalle opere la mitologia greco-romana, in quanto non più rispondente alla sensibilità moderna e ormai ridotta a pura convenzionalità; si rinnegarono i modelli e di conseguenza, il principio di imitazione e si eliminarono le forme linguistiche libresche, auliche e antiquate. Secondo i romantici, infatti, la nuova letteratura deve essere moderna e in linea con i tempi; ispirarsi a temi di attualità che interessino un pubblico sempre più vasto

TEMI CENTRALI DELLA LETTERATURA ROMANTICA

  1. Sentimento: il Romanticismo esalta la capacità italiano attiva del soggetto inteso come istinto, affettività, come espressione di facoltà native e spontanee. Di qui l’individualismo talora esasperato nel Romanticismo tedesco, che elabora il tipo dell’eroe, del genio, dell’uomo superiore per doti naturali e spirituali.
  2. Spiritualità: il Romanticismo rivaluta tutte le dimensioni irrazionali dell’uomo e quindi anche l’ansia religiosa, la tensione verso l’infinito e l’assoluto che porta al superamento dei limiti conoscitivi del fenomeno e a cogliere in modo intuitivo l’essenza del reale.
  3. Popolo: individuato come unità storica, linguistica e spirituale. A esso è affidato il compito di realizzare le istanze comuni e, in primo luogo, quella dell’unità e dell’indipendenza nazionali, che è obiettivo primario della borghesia. Pertanto il popolo non è inteso come insieme delle masse subalterne, ma come idealizzazione delle aspirazioni della classe borghese.
  4. Storia: la cultura romantica da alla storia un’importanza fondamentale in quanto capace di cogliere l’anima, lo spirito delle nazioni. Rispetto all’Illuminismo, applica una riflessione più ampia tendente a vedere il passato non più come un accumulo di superstizioni, di fanatismi, di pregiudizi di cui liberarsi, ma come tappa evolutiva di uno sviluppo organico. Di qui la rivalutazione, per esempio, del Medioevo, e la sua stessa idealizzazione, ma anche il rischio di giustificare come necessario tutto quanto accade ed è accaduto. Positiva è invece la tendenza dello storicismo romantico a riportare su un piano concreto tutti i fatti i fatti sociali, politici e culturali.

Fonte: FEDERICO RONCONI

TESTO E CONTESTO. Guida all’analisi delle opere e degli autori nel loro tempo

Arnaldo Mondadori editore

Pubblicato da Alessandro Dionisi

Cantante nella band RadioAttiva, scrittore, musicista

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