GRAFICA VENETA

L’ ITALIA è una REPUBBLICA basata sullo SFRUTTAMENTO, sul LICENZIAMENTO e non SUL LAVORO. Nel Veneto è successo qualcosa di allucinante: la GRAFICA VENETA è un’azienda leader nella pubblicazione di libri ed anche nella loro stampa. All’interno di questa tipografia si è rivelato un sistema vomitevole di sfruttamento del lavoro di stampo schiavista. In Italia da più anni a questa parte stiamo assistendo all’umiliazione e depauperamento del lavoro. Assistiamo a forme di sfruttamento del lavoro totalmente delinquenziali. Fabio Franceschi, presidente di Grafica Veneta Spa, non sapeva della situazione di barbaro sfruttamento del lavoro che si stava consumando all’interno dello stabilimento di Trebaseleghe (Padova) della propria fabbrica. Non sapeva che i lavoratori pakistani dell’azienda esterna a cui aveva appaltato un dei passaggi del ciclo produttivo, impegnati nell’imballaggio dei libri stampati dal colosso veneto, portassero avanti turni di dodici ore giornaliere sette giorni su sette (………..)

La Procura di Padova ha messo sotto arresto i due consiglieri d’amministrazione, Giorgio Bertan e Gianfranco Pintone arrestati insieme a due responsabili delle Bm Service, due uomini di origini Pakistane per SFRUTTAMENTO DEL LAVORO.

La GRAFICA VENETA ha subappaltato ad una cooperativa la BM SERVICE che ha sede a Trento il lavoro di stampa dei libri, dunque i dipendenti. I due Pakistani hanno arruolato altri lavoratori di origine Pakistana. Una volta portati nella ditta sono stati fatti prigionieri e rinchiusi all’interno dello stabile.

Nel frattempo in quali condizioni lavoravano?

Dodici ore di lavoro al giorno per sette giorni su sette compenso, una paga oraria di 4€ l’ora. C’era una riduzione di costi di lavoro dell’azienda del 200%. Immaginate il plus valore estratto dal plus lavoro retribuito: una miseria. 

Non lo possiamo chiamare SFRUTTAMENTO tutto questo?

Gli operai erano sorvegliati, cronometrati e non potevano denunciare le condizioni. Sono stati pestati, picchiati, rinchiusi in capannoni a dormire, capannoni vicini dove poi si produceva, con minacce sempre più intimidatorie. 

Questi poveri uomini per dormire in quei capannoni dovevano restituire una parte di quel misero salario depositato nei bancomat.

Una serie di violenze e soprusi sulle quali Grafica Veneta fa sapere di non sapere nulla. E viene spontaneo chiedersi – credendo all’ignoranza sui fatti dichiarata – quale controllo abbiano il presidente e gli amministratori su un’azienda, pur essendo all’oscuro di quello che vi capita all’interno?

Questo avviene in Italia: uomini Pakistani sfruttati da padroncini della stessa terra per conto di altr due padroni italiani. 

PADRONI

PADRONCINI 

SFRUTTATI.

Le parole sono importanti! 

In Italia non c’è solo un lavoro nero, ma anche di un lavoro schiavista. È il racconto dell’illegalità e della delinquenza. 

In questa marcia politica IL LAVORO deve tornare al centro del dibattito. Servono più diritti contro questo sfruttamento perché sono sottratti mentre i doveri diventano schiavitù. Le forme di schiavitù si manifestano sui lavoratori più deboli, verso coloro che svolgono lavori più umili e faticosi. Ci sono aree del paese che hanno bisogno di manodopera. Contratti e controlli non esistono per favorire la legalità in tutti i campi del lavoro. A parte una minoranza più specializzata e garantite questo sistema divorerà non solo le persone più deboli.

Salari bassi, tasse sul lavoro troppo alte, un welfare poco efficiente da cui i sindacati sono fuggiti. Si creeranno sacche di povertà sempre più elevati in un paese dove la costituzione italiana mette al centro il lavoro e la dignità. Ci vuole un cambiamento di rotta, una rivoluzione culturale perché il lavoro nero, lo sfruttamento, la schiavitù non nasce con la GRAFICA VENETE SPA. 

Abbiamo bisogno di un RINASCIMENTO DELLE LOTTE delle lotte dei lavoratori e i sindacati nei posti di lavoro!!

Pubblicato da Alessandro Dionisi

Cantante nella band RadioAttiva, scrittore, musicista

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